Giorgia Meloni, con parole semplici e dirette, ha chiarito, per chi non la avesse ancora messa bene a fuoco, qual è la posta in gioco alle prossime elezioni: la presidenza della Repubblica. Ecco le sue parole durante la trasmissione di Nicola Porro: «Non è detto che non possa superarsi anche un altro grande tabù, quello di avere un presidente della Repubblica che non è di centrosinistra». Come dire: potrebbe andarci l’uomo che oggi è la seconda carica dello Stato (cioè quell’Ignazio La Russa di cui conosciamo bene passato e presente). O io stessa, Giorgia Meloni cresciuta nel missino Fronte della Gioventù e oggi capo di governo.No signora presidente del Consiglio, se uno di voi salisse al Quirinale non sarebbe, come dice lei, il superamento di un tabù ma la presa di potere da parte di uomini e donne che non hanno aderito fino in fondo allo spirito della nostra Costituzione e che non riescono a pronunciare la parola antifascismo. Salendo al Quirinale e continuando a sedere a palazzo Chigi consoliderebbero il potere conquistato in cinque anni di governo attraverso la nomina di giudici costituzionali, la presidenza del Consiglio superiore della magistratura, la promulgazione delle leggi…
Chi non vuole che questo accada deve fare una cosa sola: trovare una piattaforma politica chiara e convincente, sottoscriverla e andare compatti alle prossime elezioni politiche per vincerle.
Non c’è spazio per personalismi, giochetti di potere, veti reciproci. E per capirlo non penso serva ricordare come le divisioni della sinistra favorirono l’ascesa di Mussolini. Né come, nel 2022, l’andare in ordine sparso nei collegi uninominali abbia sancito la vittoria del centrodestra.
Uniti, per favore. Uniti e basta.


Nel leggere il tuo testo sulla Meloni sono pienamente d’accordo. Con l’occasione ti mando un affettuoso saluto
Floriana Fusco