La prima presentazione a Roma. Il messaggio di Napolitano

 

Prima e affollata presentazione, il 2 maggio, per Non volevo morire così. L’appuntamento era a Roma, alla libreria Feltrinelli di largo Argentina.

A parlare del libro, insieme all’autore c’era la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Sesa Amici, l’ex presidente della Camera dei deputati Luciano Violante e il giornalista Bruno Manfellotto. L’attore Andrea Biagiotti ha letto alcune pagine del libro.  Manfellotto, che ha moderato la discussione, ha letto il messaggio inviato all’editore Andrea Palombi, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano: “Desidero esprimere il mio apprezzamento”, ha scritto Napolitano, “per la ricostruzione che nel libro viene fatta, con scrupolo e partecipazione emotiva, delle storie di ergastolo e di confino vissute da tanti oppositori del regime fascista, a Santo Stefano e Ventotene. I miei complimenti all’autore del libro, e i miei più cordiali saluti  ai presentatori”.

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A Formia con “Incontri e confronti”

Due attori di Formia sono andati a Santo Stefano e lì, davanti, al vecchio ergastolo, hanno letto alcune pagine di Non volevo morire così. Così la loro performance è diventata il clou della presentazione organizzata, il 16 novembre, dall’associazione “Incontri e confronti”  nell’aula magna del liceo classico Vitruvio Pollione della cittadina da cui si salpa per andare a Ventotene e Santo Stefano.

Il presidente  di “Incontri e confronti”, Giancarlo De Filippo, dopo aver introdotto l’evento, ha dato la parola all’Assessore  delegato del Comune di Ventotene per il recupero di Santo Stefano, Francesco Carta. Carta ha spiegato la situazione dell’isolotto e delle strutture dell’ex ergastolo dell’isola di Santo Stefano e dell’ex ergastolo. Le foto che hanno accompagnato le sue parole mostrano l’abbandono e il degrado dell’intera struttura. E dimostrano quanto sia urgente intervenire per preservarla.

 

E’ stata poi la volta di studenti del liceo che, preparati dalla professoressa Nadia Fracaro, hanno letto alcuni passi del libro. Hanno scelto tra i distici che introducono le storie dei singoli personaggi protagonisti di Non volevo morire così.

E’ stata poi la volta dei filmati girati sull’isola di Santo Stefano. Paolo CrestaMaurizio Stammati leggono due interi capitoli, quelli che raccontano le storie di Pasquale De Pascalis e Rocco Mediati, tutti e due morti in carcere.

Ha infine preso la parola Pier Vittorio Buffa. Ha parlato del libro, di come è nato, di come ha raccolto notizie e informazioni, delle storie che vi sono raccontate. E si è soffermato, in particolare, sul valore che hanno oggi le vite degli uomini e delle donne che, più di 70 anni fa, hanno dato tutto se stessi per combattere il fascismo e lottare per un’Italia libera e democratica.

(video e foto gentilmente concessi dal Pd di Formia)

 

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Ventotenesi a Torino

Il 17 maggio bella serata a Torino con Non volevo morire così.  Al “Centro commensale Binaria”, del gruppo Abele, il presidente di Acmos Diego Montemagno ha organizzato una particolare presentazione. Nella libreria del Centro, insieme a molti giovani, c’erano alcuni ventotenesi che da tempo vivono e lavorano a Torino. Si è così parlato, oltre che delle storie del libro, degli effetti che il periodo del confino politico ha avuto sulla vita dell’isola. Sia negli anni Quaranta che nel dopoguerra quando dove adesso è il campo sportivo sorgevano ancora i cameroni costruiti per i confinati e rimasti vuoti per anni prima della demolizione.

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Convegni a Ventotene e Latina

Tra la fine di aprile e i primi di maggio del 2018 si è parlato di Non volevo morire così durante due convegni.

Il primo, il 27, il 28 e il 29 aprile, si è svolto a Ventotene. Era il festival dell’Europa solidale e del Mediterraneo, animato da Abdullahai Ahmed, di origine somala, e al quale hanno partecipato numerosi giovani immigrati che hanno raccontato la loro storia durante l’evento organizzato nella piazza del Municipio. La mattina di sabato Pier Vittorio Buffa ha partecipato all’incontro “Europa guarda oltre!” insieme a Diego Montemagno, presidente di Acmos, Roberto Sommella, fondatore de La Nuova Europa, e Chiara Andena di Meridiano d’Europa. Le storie di Non volevo morire così sono servite per raccontare quello che accadde nelle due isole ponziane durante il confino e quando era in funzione l’ergastolo di Santo Stefano. Qui sotto il programma completo della tre giorni ventotenese.

Il secondo, dopo pochi giorni, a  Latina, organizzato dall’Associazione nazionale forense della città, presieduta dall’avvocato Pierluigi Torelli, e dedicato al delicato tema dell’ergastolo con un titolo esplicito: “L’ergastolo e la funzione rieducativa della pena”. Anche in questo caso le storie degli ergastolani di Santo Stefano, raccontate da Pier Vittorio Buffa, sono state un modo semplice e diretto per descrivere che cosa vuol dire un “fine pena mai” e com’era (e com’è) la vita degli ergastolani. Si è parlato a lungo anche della straordinaria esperienza di Eugenio Perucatti alla guida dell’ergastolo ponziano. Al convegno, introdotto dall’avvocato Torelli e moderato dall’avvocato Dino Lucchetti, hanno partecipato la presidente del tribunale Caterina Chiaravalloti, il presidente del secondo collegio penale di Latina e l’avvocato del Foro di Roma Nicola Madia. Il convegno si è svolto nell’aula della Corte d’Assise.

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L’appuntamento di Bruxelles

Il 24 gennaio l’appuntamento era all’Istituto di cultura italiano di Bruxelles. A Rue de Livourne il direttore Paolo Grossi aveva organizzato una presentazione di Non volevo morire così. Un’occasione per parlare, nella capitale dell’Unione europea, di quella fucina di idea di Ventotene da cui uscì, a guerra mondiale da poco iniziata, quel Manifesto che sarebbe stata una delle basi teorica della futura Europa.

A discuterne di fronte a un pubblico attento, insieme allo stesso Grossi e all’autore, c’era la parlamentare europea Silvia Costa, per due anni e mezzo presidente della Commissione cultura dell’Europarlamento. Si è parlato di Spinelli e del confino, di segregazione e detenzione. E si è parlato anche del futuro delle due isole. La Costa ha sottolineato l’importanza del progetto per il recupero del vecchio ergastolo che è in fase di avvio. “Sarebbe davvero importante che nella struttura che sarà”, ha detto tra l’altro, “si parli di Europa ma anche di carcere e detenzione. E che ci sia qualcosa che ricordi quello straordinario direttore dell’ergastolo che fu Eugenio Perucatti”.

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La due giorni lombarda

Trasferta a Milano e  Varese di Non volevo morire così. Venerdì 17 Pier Vittorio Buffa ha partecipato all’evento “Libri che liberano“, organizzato all’Università Statale nell’ambito di Book City. Un pomeriggio dedicato al carcere, al lavoro degli studenti a Opera e Bollate, ai racconti di Arnaldo Gesmundo, autore di Il ragazzo di via Padova, L’avventurosa vita di Jess il bandito, e alle storie dei protagonisti di Non volevo morire così.

Il giorno dopo, a Varese, dov’era in corso il festival di giornalismo Glocal, l’appuntamento era alle 9 alla Sala Montanari. L’evento, organizzato dal festival in collaborazione con la sezione di Varese dell’istituto Calogero Marrone, aveva un titolo significativo: “La storia incontra il giornalismo”. In sala moltissimi studenti. Al tavolo, insieme all’autore, Angelo Zappoli per l’associazione Marrone e Robertino Ghiringhelli, docente di Storia delle dottrine politiche alla Cattolica di

Milano. L’attore Raffaele Musella, applauditissimo, ha letto alcune pagine di Non volevo morire così.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Due articoli pubblicati dalla Prealpina

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Dibattito alla Casa della Memoria

 

Due ore di dibattito davanti a un pubblico attento. Il 25 ottobre l’appuntamento per discutere di Non volevo morire così era alla Casa della Memoria di Roma, in via San Francesco di Sales. L’evento era stato organizzato dalla Fiap (Federazione italiana associazioni partigiane) con tre relatori: la storica e scrittrice Antonella Braga, il garante per i detenuti della Toscana Franco Corleone, lo storico e presidente del Movimento federalista-Lazio Francesco Gui. A moderare è stato lo stesso presidente della Fiap Lazio Italo Pattarini.

La prima a prendere la parola è stata Antonella Braga. “Il libro di Buffa”, ha detto, “ridà voce e dignità umana a ombre calpestate dalla furia della storia”. Qui il testo integrale del suo intervento

Franco Corleone si è soffermato soprattutto sulle questioni legate al carcere e alla espiazione della pena sollevate dal libro partendo dalla citazione di un importante fascicolo del Ponte del 1949 dedicato a “Carceri: esperienze e documenti”.

Francesco Gui ha, tra l’altro, ricostruito la genesi stessa dell’idea di Europa e il percorso politico e intellettuale che ha portato alla redazione del Manifesto di Ventotene di Colorni, Rossi, Spinelli. Si è anche soffermato sulla figura dell’ultimo direttore del confino di Ventotene, Marcello Guida. “Nel giudicare la sua figura sarei forse più cauto, non bisogna dimenticare, per esempio, che Eugenio Colorni, quando a Roma venne ferito, chiese subito di avvertire il commissario Guida”.

Pier Vittorio Buffa ha raccontato come è nato il libro, gli spunti iniziale, il sistema di ricerca, la decisione di raccontare  sia l’ergastolo che il confino. Numerose alla fine le domande del pubblico.

GLI INTERVENTI

Antonella Braga:

 

Franco Corleone:

 

Francesco Gui:

 

Pier Vittorio Buffa:

 

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Presentazione al Book Pride di Genova

Il pomeriggio di venerdì 20 ottobre il giornalista Franco Manzitti e il drammaturgo e scrittore Carlo Repetti hanno presentato, durante il Book Pride di Genova, Non volevo morire così. All’evento ha dedicato un servizio il Secolo XIX.

Trentasei ergastolani senza storia. Parte da qui il libro dello scrittore e giornalista Pier Vittorio Buffa, “Non volevo morire così“, presentato sabato 20 ottobre a Palazzo Ducale in occasione del Book Pride, per Editore Nutrimenti.

«Sono partito dal cimitero di Santo Stefano e poi sono entrato in un archivio semi abbandonato – racconta Buffa – ho ricostruito così la storia di una trentina di persone che non hanno potuto vedere l’Italia repubblicana e il frutto del loro sacrificio»…. continua

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Ritorno a Ventotene

8 settembre 2017, ore 22. Secondo appuntamento, a Ventotene, con Non volevo morire così. In piazza Castello, davanti alla libreria Ultima Spiaggia, insieme all’autore c’erano Bruno Manfellotto, che ha coordinato la serata, Salvatore Schiano di Colella e Anthony Santilli. Paola Medri ha letto alcuni passi del libro. Davanti a un pubblico numeroso e attento, e dopo il saluto del sindaco Gerardo Santomauro, si è parlato del libro, delle storie di ergastolo e di confino ma anche del progetto per il recupero di Santo Stefano a cui è stato il via nel mese di agosto. Per il giorno dopo era infatti in programma il convegno promosso dall’Associazione Santo Stefano in Ventotene Onlus presieduta da Guido Garavoglia. Relazioni dettagliate hanno illustrato le ipotesi sul futuro della struttura settecentesca e gli interventi di rappresentanti di Invitalia, del Demanio, della presidenza del Consiglio e del Comune di Ventotene hanno consentito di entrare nel merito delle problematiche del progetto. A concludere la giornata di lavori è stata la sottosegretaria alla presidenza Maria Teresa Amici.

Il progetto, deciso dal governo e per il quale sono stati stanziati 70 milioni, sta quindi entrando nella fase concreta. Il primo passo è stata la realizzazione sull’isola di un’elisuperficie, inaugurata ad agosto, nella spianata dove negli anni Cinquanta era stato costruito dai detenuti un campo di calcio con spogliatoi e tribune.

Qui sotto alcuni momenti della serata in piazza Castello (foto Paolo Bonacina)

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A Caiazzo per Libri&dintorni

Anche Non volevo morire così alla manifestazione Libri&dintorni di Caiazzo (Caserta). Voluta e promossa dalla giunta guidata dal sindaco Tommaso Sgueglia la manifestazione si articola in tre giornate. Si discute di libri nel suggestivo cortile di palazzo Savastano con la regia del giornalista della Rai Nello di Costanzo. Ecco alcune immagini della manifestazion gentilmente concesse da Antonio Giannelli.

 

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A Ventotene, in piazza Castello

Prima presentazione a Ventotene per Non volevo morire così. L’appuntamento era per le 22 di sabato 8 luglio in piazza Castello, accanto alla libreria di Fabio Masi, L’Ultima Spiaggia. Insieme all’autore, a parlare del libro, c’erano Roberto Bernabò, direttore editoriale dei quotidiani locali dell’Espresso, Salvatore Schiano di Colella, l’uomo che Buffa, nelle pagine del libro, definisce uno “speciale custode di Santo Stefano”, e Nicola Valentino, animatore dell’associazione Liberi dall’ergastolo. L’8 luglio era anche il giorno scelto da Liberi dell’ergastolo per “portare un fiore” sulle tombe dei detenuti sepolti nel cimitero di Santo Stefano. Ma al momento l’isola è chiusa alle visite così, in mattinata, insieme a Schiano di Colella, Bernabò e Buffa, Valentino e gli altri quindici membri dell’associazione arrivati a Ventotene hanno visitato le Cisterne dei carcerati.

All’incontro serale hanno partecipato almeno cinquanta persone. Bernabò e Buffa hanno parlato a lungo del libro, del suo significato, di come il progetto è nato e si è sviluppato. Poi è stata la volta di Salvatore, l’uomo che più di tutti conosce storia e segreti del vecchio ergastolo. In modo chiaro e sintetico ne ha descritto storia e struttura. Valentino ha invece raccontato l’esperienza di Liberi dall’ergastolo (di cui si parla in Non volevo morire così), ha spiegato il significato dell’annuale pellegrinaggio nell’arcipelago e ribadito il significato della battaglia contro la pena dell’ergastolo, definita la condanna al carcere “fino alla morte del reo”. Paola Medri ha letto alcuni brani del libro. 

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