Archivio Mensile: settembre 2017

Un grande pollaio

Questa volta mi rifiuto di studiare la nuova proposta elettorale, quella chiamata Rosatellum bis. Ha tutto il sapore di un pacchetto di regole studiato solo per non scontentare i partiti che dovrebbero approvarlo: favorisce le coalizioni, prevede un fiorellino all'occhiello di "democrazia diretta" (i collegi uninominali), garantisce la nomina diretta della maggior parte dei parlamentari...

Se studiassi il Rosatellum bis accetterei ancora una volta le regole di un gioco che non mi piace. Quello che va avanti da anni, che è passato attraverso altre proposte di legge elettorale e  soprattutto attraverso la fallita riforma della Costituzione. E' il gioco imposto da chi vuole rifare le regole per rinsaldare il proprio potere senza guardare oltre lo spazio di una legislatura. C'ha provato Matteo Renzi, ci prova adesso un gruppo più vasto di forze politiche, ci proverebbero gli stessi Cinquestelle se trovassero il loro tornaconto diretto e immediato.

Servirebbe, in questo momento, una leadership politica di tutt'altro livello. Partendo dall'analisi degli attuali schieramenti bisognerebbe costruire delle norme elettorali capaci di garantire un'adeguata rappresentanza parlamentare dell'elettorato ma anche di spingere verso aggregazioni che diano stabilità di governo. E questo andrebbe fatto con grande abilità, trovando il giusto compromesso tra l'interesse delle forze attualmente presenti in parlamento e l'interesse del paese nei prossimi decenni.

La politica è questa. Altrimenti, se si cerca solo di vincere al prossimo giro, è come vivere in un grande pollaio.

Il vaccino antifascista

saluto-romano-675L'approvazione, da parte della Camera, di un nuovo articolo del codice penale che punisce la propaganda nazifascista soddisfa e sconcerta allo stesso tempo.

Soddisfa perché la sua approvazione (vedremo cosa accadrà adesso al Senato) fa tornare d'attualità una tematica che non dovrebbe mai essere abbandonata. Fa ricordare, per chi avesse memoria corta o poche letture alle spalle, cosa sono stati il nazismo e il fascismo. Non libere manifestazioni del pensiero, non semplici ideologie sconfitte dalla storia o considerate superate. Sono state il "male assoluto", la negazione stessa dell'idea di umanità e di convivenza civile. E non penso sia necessario argomentare queste affermazioni...

Sconcerta perché un paese in cui serve una legge per evitare che gruppi di persone facciano propaganda del fascismo o del nazismo è un paese che non conosce il proprio passato, che galleggia su una falsa idea di se stesso, che ritiene che tutto possa dimenticarsi e quindi tutto possa riproporsi. E' un paese che vorrebbe cancellare le ideologie, considerandole icone del passato, ma non vede che rinascono nelle proprie viscere, con nomi diversi, ma con slogan, gesti e finalità che vengono proprio da quel terribile passato.

E' per questo che a quella legge aggiungerei un comma che con il codice penale non c'entra nulla. L'obbligo di studiare, in tutti i tipi di scuole, il fascismo e il nazismo. Ma non parlando solo di guerre e di relazioni internazionali. Ma delle condanne a morte, delle libertà negate, dei lager, dei milioni di morti... Bene, a fondo, con letture che non si possono dimenticare. Con un obiettivo: fare in modo che tra un po' una legge come quella che adesso attende l'approvazione del Senato non serva più, che il nostro paese abbia finalmente metabolizzato il vaccino antifascista.

Non è tutta colpa di Colombo

columbus-circleSe fossi un cittadino americano mi opporrei alla distruzione delle statue di Cristoforo Colombo. Non per difendere la sua memoria, né per tutelare un simbolo della comunità italo-americana. Ma per difendere la storia.

Colombo, anche se la questione è controversa, non andò tanto per il sottile con i nativi americani che incontrò. Ma il genocidio, cioè l'annientamento sistematico delle popolazioni del "Nuovo continente", è una vergogna che ricade addosso ai regnanti europei che inviarono le soldatesche al di là dell'Atlantico e ai bianchi con la bandiera a stelle e a strisce che, fino a poco più di un secolo fa, uccisero e massacrarono .

Distruggere le statue di Colombo è quindi come distruggere la storia, cancellare dalla memoria collettiva quel che è veramente stato. E' come dire a se stessi e agli altri che la colpa delle cose terribili che abbiamo fatto è tutta di quell'italiano...

E' per questo che, se fossi un cittadino americano, vorrei che le statue di Colombo restassero al loro posto.

Ma non da sole.  Chiederei che accanto venisse eretta la statua di un guerriero Sioux, o Cheyenne, o Seminole, o Apache che alza bandiera bianca ma viene trafitto dalla sciabola di una "giubba blu" come davvero avvenne a Sand Creek il 29 novembre 1864. E lì vicino, se ci fosse lo spazio, ci vorrebbero un uomo e una donna africani, in catene.

Poi farei in modo che le scuole della mia città organizzassero visite guidate davanti alle tre statue e un bravo professore raccontasse la storia dell'America per quello che davvero è stata.