Archivi Tag: Sant’Anna di Stazzema

Un 25 aprile per i bambini

Senza titolo-1120630_DSC6928_c_2Una mia amica che insegna alle elementari di un piccolo centro del nord mi ha raccontato che qualche giorno fa dei bambini hanno chiesto perché il 25 aprile è festa e si sta a casa. La mia amica, allora, ha preso l'iniziativa e ha chiesto di poter mettere insieme le due quinte della scuola. "La seconda guerra mondiale", mi ha spiegato, "non rientra nel programma delle elementari, così ho dovuto fare una breve premessa per inquadrare il periodo". Poi ha proiettato sullo schermo il girotondo dei bambini di Sant'Anna di Stazzema (nella foto in alto) e ha letto la storia di uno di quei bambini, la storia di Enio Mancini (nella foto), sopravvissuto alla strage del 12 agosto 1944 grazie  a un giovanissimo soldato tedesco dagli occhi azzurri che non uccise, sparò in aria e fece scappare le donne e i bambini che gli erano stati affidati. "L'ho scelta", mi ha spiegato la mia amica, "perché mi sembrava particolarmente adatta ai bambini perché  non si limita a raccontare la tragedia ma lascia anche un segno positivo sulla speranza di trovare umanità e pietà anche nei nostri nemici".

L'effetto è stato immediato. "Dopo poche righe la classe era come ipnotizzata. Alla fine della lettura è partito un applauso commosso. Credo che questi alunni  abbiano capito perché il 25 aprile è una festa e non lo dimenticheranno tanto facilmente!".

Ecco. Facciamo tutti così, come la mia amica. Scegliamo una storia, un evento particolare, una persona, un gesto... E raccontiamolo. Ai bambini che abbiamo intorno, ai giovani, a chiunque pensiamo possa essere utile.

Utile a dare sempre più sostanza a una festa che rischia di perderla e che sta anche diventando una triste occasione in cui si si divide e ci si conta. Utile a creare una memoria della nostra comunità che sia forte e condivisa. Utile a guardare in avanti sapendo bene il sangue e il dolore che sono serviti per arrivare fin qui.

Due presidenti e un abbraccio

santanna

“Questa è l’ultima visita del mio settennato. E sono felice che sia avvenuta qui”. Così ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Sant’Anna di Stazzema dopo l’incontro, e l’abbraccio, con il presidente tedesco Joachim Gauck.
A Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944, nazisti, e fascisti, trucidarono circa 560 persone. I tribunali militari italiani, per quella strage, hanno condannato all’ergastolo una decina di ex SS. Molti sono ancora vivi, ma non sconteranno mai la pena, nemmeno in modo simbolico, per via di quei balletti tra Stati di cui tutti si dichiarano all’oscuro ma che sono capaci di bloccare ogni cosa.
Napolitano e Gauck hanno dimostrato, con il loro abbraccio e con le loro parole (si possono leggere qui, nella diretta multimediale del Tirreno) che gli uomini sono spesso meglio delle istituzioni che guidano o che rappresentano.
Grazie, Napolitano e Gauck.