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Ventimila euro di vergogna

Andrea Ponticelli è intervenuto nel blog commentando il post precedente dedicato ad Renata Polverini. Racconta del suo essere padre, della casa famiglia che suo figlio Luca frequenta. E di ventimila euro che la casa famiglia non ha più perché la regione Lazio glieli ha tolti. Ventimila euro. Esattamente la cifra, dice Ponticelli, che è costata la famosa festa dei Porci.

La storia che racconta Ponticelli è una sorta di parabola da cui trarre più di una lezione.

La ripropongo qui, integralmente, per ciascuno di noi.

Per chi ha amministrato i soldi per la sanità del Lazio e ai quali dico solo una cosa: vergogna.

E anche per chi li amministrerà. Perché si guardi bene dal far passare il “risanamento” da strade come questa.

“Sono il padre orgoglioso di uno splendido giovanotto di un metro e novanta che si chiama Luca .
Luca ha una malattia genetica determinata da un insignificante grumo ( che non doveva stare li ) su un cromosoma . A Luca piacciono le auto, piace la pizza , piace la musica ,piace fare lunghe passeggiate piace tutto quello che piace alla sua età . Ma non può parlare e ha bisogno di un seguito costante per le sue esigenze giornaliere .
Nella speranza che i progressi della scienza possano almeno aiutarlo a condurre una vita migliore i genitori di Luca hanno trovato una associazione di altri genitori che avevano gli stessi problemi e che con coraggio e sacrifico hanno messo su una casa famiglia dove Luca e altri ragazzi sono aiutati da persone straodinarie .
La casa famiglia é appena fuori Roma : i ragazzi fanno piccoli lavori di falegnameria , fabbricano candele di qualità , tessono al telaio, danno da mangiare a un piccolo asinello . In un clima lieve e protettivo .
L’impegno economico per le famiglie e per i tanti amici che partecipano attivamente è consistente ma non sarebbe sufficente se non ci fosse un contributo da parte delle istituzioni .
Ma la Regione ha sempre meno risorse e la parola ” tagli ” è ormai un motivo ricorrente già da alcuni anni .
Con decreto 39 di quest’anno la presidente della Regione esprime parere negativo al rinnovo delle convenzioni con tutti gli enti accreditati e quindi anche con le case famiglia .
Tutti saranno sottoposti a nuova verifica e non basterà più il certificato del medico di base per la terapia . Ogni due mesi ci sarà una visita presso la ASL di appartenenza . E’ previsto anche il sorteggio del 10% dei disabili ogni anno per controlli più approfonditi . Adesso vi facciamo vedere che i controlli si fanno sul serio .
Lo scorso anno alla casa famiglia di Luca sono stati tagliati 20 mila euro dei contributi regionali .
Ho pensato che questa somma corrisponde esattamente al costo della festa elegante che ha visto commensali vestiti da Porci . Evidentemente per loro non c’é bisogno di controlli severi per valutare se sono porci veramente e se hanno quindi diritto a buttare 20.000 euro in questo modo.
Andrea Ponticelli “

Tre domande per Polverini

Non c’è dubbio che Renata Polverini, presidente della Regione Lazio,  ha dimostrato energia e grandi capacità comunicative.

Ha reagito alla tempesta che si è abbattuta sulla Regione rilanciando, tracciando una rotta, tagliando teste, facendo approvare tagli. E restando in sella.

Però tre domande, almeno tre, bisogna porsele, anche se si sa che sono destinate a restare senza risposte.

Uno. Da quando è stata eletta alla guida della Regione come ha fatto, la presidente, a non accorgersi di quello che adesso taglia: auto blu, rimborsi, gruppi consiliari formati da una sola persona, commissioni eccetera eccetera? E’ rimasta tutto questo tempo sotto una cupola da cui nulla si vedeva e nulla si sentiva?

Due. Cosa sarebbe accaduto se non fosse scoppiato il bubbone? Se Fiorito non fosse stato indagato? Se non fosse successo quello che è successo? Avrebbe ugualmente chiesto scusa e disposto i tagli?

Tre. Quando la presidente parla di “catastrofe politica” a cosa si riferisce? Al fatto che sia scoppiato lo scandalo? O a quello che è successo in Regione sotto la sua presidenza?