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Tremila euro di troppo

Si, forse è vero. Poter pagare in contanti fino a tremila euro darà una spinta ai consumi e una mano, quindi, alla ripresa economica.

Ma per un cittadino che non ha nulla da nascondere e che dispone di denaro di provenienza  lecita e tracciata è sostanzialmente indifferente pagare con banconote, carte di credito, bancomat, assegni. Anzi non avere l'onere di portare in giro contanti fa spesso pagare volentieri le piccole commissioni talvolta collegate alla moneta elettronica. Se può e vuole spendere spende. Altrimenti si tiene i propri soldi

Spenderà invece di più, e più facilmente, chi ha pacchi o pacchetti di banconote in casa. Banconote che non potrebbe versare o utilizzare se non a piccole dosi. Banconote che arrivano da grandi e  piccole evasioni, da quell'economia sommersa che tiene in piedi il paese ma che ne è anche una malattia profonda.

Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione ha dichiarato di essere assolutamente contrario all'innalzamento del tetto: "Credo che la norma precedente avesse un valore soprattutto simbolico, ma questa scelta è sbagliatissima. La lotta all'evasione ha bisogno di una stabilità normativa, di scelte chiare e continue. Non di sali e scendi".

Parole chiare e nette, da sottoscrivere.

 

 

 

Tremila euro di troppo

Si, forse è vero. Poter pagare in contanti fino a tremila euro darà una spinta ai consumi e una mano, quindi, alla ripresa economica.

Ma per un cittadino che non ha nulla da nascondere e che dispone di denaro di provenienza  lecita e tracciata è sostanzialmente indifferente pagare con banconote, carte di credito, bancomat, assegni. Anzi non avere l'onere di portare in giro contanti fa spesso pagare volentieri le piccole commissioni talvolta collegate alla moneta elettronica. Se può e vuole spendere spende. Altrimenti si tiene i propri soldi

Spenderà invece di più, e più facilmente, chi ha pacchi o pacchetti di banconote in casa. Banconote che non potrebbe versare o utilizzare se non a piccole dosi. Banconote che arrivano da grandi e  piccole evasioni, da quell'economia sommersa che tiene in piedi il paese ma che ne è anche una malattia profonda.

Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione ha dichiarato di essere assolutamente contrario all'innalzamento del tetto: "Credo che la norma precedente avesse un valore soprattutto simbolico, ma questa scelta è sbagliatissima. La lotta all'evasione ha bisogno di una stabilità normativa, di scelte chiare e continue. Non di sali e scendi".

Parole chiare e nette, da sottoscrivere.