“Ridatemi i soldi”

Io non ho riscattato la laurea perché’ da giovane non avevo i soldi e quando ho pensato che sarebbe stata una buona cosa costava troppo. Ma tra ieri sera e questa mattina mi hanno telefonato sei-sette amici, più o meno miei coetanei, che quei soldi li hanno spesi per poter andare in pensione prima. Ed erano tutti piuttosto arrabbiati.

Uno di loro mi ha raccontato di aver riscattato la laurea appena diventato dottore e di aver faticato non poco a pagare le rate. Guadagnava poco, arrivò subito il primo figlio e quelle uscite pesavano parecchio sul bilancio familiare. Ma la prospettiva di andare in pensione ancora abbastanza giovane gli aveva reso meno pesante quel sacrificio.

“E adesso salta tutto, quei sacrifici non sono serviti a nulla, soldi buttati. Non è giusto. Proprio non è giusto, quei soldi me li devono ridare con gli interessi”, si è sfogato.

E penso che il mio amico abbia ragione. Perché un conto è modificare regole di carattere generale. Un altro è far cadere diritti per avere i quali la gente ha pagato.  In questo modo viene meno la certezza e la coerenza dei rapporti stato-cittadino. E si mina uno dei pilastri di una democrazia sana.

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