La malattia

«Mazzacurati mi disse che mi avrebbe corrisposto circa 200mila euro all’anno e alla fine del mio mandato un riconoscimento di alcuni milioni di euro. Io, imbarazzato, accettai».

Così ha detto ai giudici l’ex Magistrato alle acque di Venezia, Patrizio Cuccioletta. Che poi i soldi li ha presi davvero in  cambio della nomina dei collaudatori del Mose scelti direttamente dal Consorzio Venezia Nuova. Il controllato si sceglieva quindi, con un pacco di banconote, i propri controllori.

Vale la pena soffermarsi su questa frase del signor Cuccioletta. Quelle poche parole sono un condensato della malattia che attanaglia il nostro paese. Soprattutto le ultime tre: “Io, imbarazzato, accettai”.

Io. Sono io che ho deciso, io che ero importante, io la persona alla quale devono rivolgersi, io l’uomo chiave.

Imbarazzato. Sono per bene, mai fatto cose del genere, sono onesto, non sono come quelli.

Accettai. Ma tengo famiglia e sono uomo di mondo, non potevo fare altrimenti. Sono vittima di un sistema che non ho certo creato io. L’ho trovato, non potevo mica oppormi, da solo, a forze così potenti.

Invece il signor Cuccioletta (se, come è obbligatorio precisare, tutto verrà confermato dai giudici) non è una vittima ma un corrotto che con le sue azioni ha contribuito in modo significativo a inquinare le istituzioni. Se tutti i Cuccioletta d’Italia facessero seguire alla parola imbarazzato invece che “accettai” un bel “rifiutai” il grande castello si sgretolerebbe, il sistema cadrebbe su stesso. Ma questo, per ora, è un sogno.

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