Archivio giornaliero: 19 gennaio 2019

Centodiciassette problemi in meno

Il ministro dell’Interno, vice presidente del consiglio dei ministri e capo della Lega Matteo Salvini ha snocciolato, fiero, le cifre sull’immigrazione: duemila sbarchi nei primi 19 giorni del 2018, cento sbarchi nei primi 19 giorni di quest’anno. E’ chiaro, ha commentato che così “ci sono meno problemi per chi parte e meno problemi per gli italiani”.

Venerdì, però, in mare sono morte 117 persone. Sono morte perché abbandonate in balia di loro stesse, su un barcone che faceva acqua. Quando la nave Sea Watch avverte Roma del naufragio rilevato dall’aereo di Pilotes Volontaires, Roma “rifiuta di dare info, comunica che la Libia è responsabile per il caso; tuttavia la comunicazione con gli ufficiali libici risulta impossibile in nessuna delle seguenti lingue: EN,FR,ITA, nè Arabo». A poco servono due zattere lanciate da un aereo della Marina militare e sono solo tre le persone che un elicottero della nave militare Caio Duilio può recuperare in mare. “Eravamo in 120, c’erano anche dieci donne e due bambini”, dice uno dei sopravvissuti portato a Lampedusa.

Come li conta gli altri 117 ministro Salvini?

Come le conta le 117 persone morte perché nessuno è andato a soccorrerle?

Centodiciassette problemi in meno per gli italiani?

Centodiciassette problemi in meno per chi vuole trovare un po’ di pace e di benessere?

Oppure sono 117 pesi sulla coscienza in più? Centodiciassette cadaveri di uomini, donne e bambini che cercavano solo di vivere dignitosamente e che il nostro paese non ha voluto salvare?

Vede ministro, io, essendo un cittadino italiano, mi sento invece come se sulla porta di casa mia, non a casa mia per carità, ma per la strada, in una zona Sar, per fare un parallelo con il mare, non di mia competenza, ma di competenza delle forze di polizia di cui lei è il responsabile politico, una persona stia per morire. Ha un infarto, rantola per terra. Io la vedo dalla finestra, ma tiro la tenda e mi rimetto a sedere in poltrona perché, mi dico, non è cosa che mi riguarda. E’ cosa dello Stato. Al massimo, ma proprio al massimo, posso fare una telefonata al 112 e pazienza se arrivano in ritardo, io ho avuto un problema in meno.

No. Non è così che ho insegnato a vivere ai miei figli. E non è così che voglio si comporti il mio paese.

La vita umana, e mi vergogno a scriverlo per quanto la cosa dovrebbe essere ovvia e naturale, viene prima di tutto.

Perché quei 117 non sono 117 problemi in meno per gli italiani, ma 117 uomini, donne e bambini che gli italiani hanno ucciso.